Formazione aziendale, storia di un progetto

formazione aziendale

La formazione aziendale: perché è importante

La formazione è uno degli strumenti a disposizione di tutti per accrescere le conoscenze e le competenze.

E’ uno dei mezzi principali che ha qualsiasi azienda per la propria crescita, attraverso la valorizzazione delle più importanti risorse aziendali: le persone.

La formazione aziendale: come il cubo di Rubik

Proviamo a pensare al cubo di Rubik e a quanto sia complicato, almeno per la maggior parte di noi, risolverlo.

Ecco: definire, avviare, monitorare, concludere un buon progetto di formazione in azienda è come risolvere il cubo di Rubik.

Quando cerchiamo di completare il cubo, agiamo su tante facce diverse, e dobbiamo avere ben presente che ogni movimento modifica anche altre facce.

In altre parole, occorre avere una visione d’insieme dell’azienda. Bisogna sapere che un intervento formativo ha conseguenze anche in altre attività dell’azienda.

E possiamo vedere l’azienda da punti di vista diversi, uno per ogni faccia del cubo. Solo ragionando nell’insieme alla fine si potrà risolvere il cubo intero.

Definire un progetto formativo aziendale significa fare una foto della situazione nella quale si trova l’azienda, individuare gli obiettivi ed i percorsi di crescita,  definire insieme quali mosse sono necessarie per comporre l’intero cubo, una mossa alla volta.

In questa visione la differenza tra formazione del personale e consulenza è spesso molto sfumata.

Esse costituiscono spesso due facce della stessa medaglia, dal momento che devono essere entrambe personalizzate e in grado di fornire risposte efficaci e concrete ai problemi reali dell’azienda, di indicare la prossima mossa da fare per comporre l’intero cubo.

Storia di un progetto di formazione aziendale

Un esempio di progetto su cui si è ragionato con la logica del cubo è stato elaborato per un’azienda manifatturiera con 50 addetti tra impiegati e operai.

Analizzando la situazione aziendale nel suo complesso, sono emerse interessanti possibilità di miglioramento organizzativo oltre che spazi per interventi formativi mirati sui fabbisogni, anche di specifici settori/aree operative, ed in particolare:

  • nella gestione della comunicazione interna;
  • nella necessità di approfondire la conoscenza dell’inglese, visto che l’azienda lavora con l’estero;
  • in ambito di formazione obbligatoria di sicurezza sul lavoro;
  • in ambito manageriale, con la possibilità di impostare un percorso di affiancamento legato alla organizzazione aziendale da un lato, e alla efficace misurazione delle prestazioni e dei risultati dall’altro.

Durante l’analisi, quindi, si sono individuate le facce del cubo: ma come si fa a risolverle? Occorre fare tutto e subito?
Ogni faccia, proprio come nel cubo di Rubik, è composta da singoli tasselli e prima di partire occorre arrivare a evidenziarli.

Per fare questo si sono coinvolti nella progettazione esperti di settore, fondamentali prima di tutto per individuare i tasselli, poi per proporre la soluzione più adatta, la mossa giusta.

Formazione classica? Consulenza? Affiancamento? Attività pratiche? Attività di team building? Una combinazione di questi elementi?
La definizione dello strumento giusto è parte fondamentale della soluzione: si rischia altrimenti di fare una bellissima attività senza effetti concreti.

Quindi, in pratica?

Si è pianificato cosa fare e quando. Cosa l’azienda ha bisogno di affrontare prima? Cosa migliora da subito l’efficacia in maniera importante? Quale è il primo tassello della singola faccia che occorre mettere al posto giusto?

Non esiste una ricetta valida per tutti, ogni azienda è diversa, ha esigenze diverse e si trova in situazioni diverse.

Per questo è fondamentale la fase di analisi, ed è fondamentale coinvolgere esperti nel risolvere le singole facce del cubo.

E’ altrettanto importante, però, avere un gestore del progetto che abbia ben chiaro che ogni attività fa parte di un insieme più complesso.

In questa azienda, ad esempio, si è deciso di partire dalla comunicazione dentro l’impresa, progettando un corso di formazione aziendale su misura.

Favorire la comunicazione, risolvere i conflitti, rimuovere gli ostacoli al passaggio delle informazioni.

Queste competenze trasversali hanno costituito, in questo caso, il punto di partenza di tutto il processo, il primo tassello, la base comune da cui partire.
Per questo intervento abbiamo scelto un approccio pratico, e quindi abbiamo:

  • Costruito 3 gruppi di lavoro omogenei;
  • Poca teoria e molta pratica: gli incontri sono stati gestiti attraverso giochi di ruolo e attività di gruppo;
  • Compiti a casa: attività individuali per le singole persone. In cosa mi posso migliorare? Mi impegno a farlo? Come?
  • Feedback. Nuovo incontro fissato dopo un periodo di tempo (3 settimane, un mese) per verificare dove si è arrivati.

Una sorta di ciclo di miglioramento in cui le persone fossero consapevoli e coinvolte.

I risultati ottenuti hanno permesso di attivare il resto della formazione pianificata, in maniera efficace.

Quando termina il percorso di formazione?

In una parola? MAI.
Non a caso si parla di Formazione Continua.
Le esigenze delle aziende cambiano nel tempo, le persone cambiano, le tecniche, le metodologie cambiano.

Nuove facce si aggiungono, nuovi tasselli in ciascuna faccia. Altre facce diventano meno interessanti o meno strategiche per l’azienda.

Occorre monitorare costantemente il completamento delle facce del cubo di Rubik ed anche se le facce sono ancora quelle giuste per l’azienda.

E non è sufficiente verificare che tutto vada bene una volta conclusa l’attività: occorre verificare se le singole mosse ci portano nella giusta direzione.

Occorre coinvolgere le persone, verificare quanto appreso, l’impatto sui comportamenti delle persone, verificare l’impatto sulle prestazioni dell’azienda, valutare quello che il mercato chiede.

Si tratta anche in questo caso, di un processo che avviene in continuo, con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti.

Come procediamo?

Possiamo sintetizzare le attività da svolgere individuando 6 fattori necessari, come le facce del cubo di Rubik:

  1. analisi di fabbisogno delle esigenze aziendali, quindi mirata a chi è l’azienda, da chi è composta e quali obiettivi vuole davvero raggiungere;
  2. condivisione con le persone interessate;
  3. definizione dei percorsi formativi e di consulenza organizzati con le idonee risorse (scelta del consulente, location, orario, metodologia);
  4. monitoraggio costante delle attività per capire se la direzione presa è condivisa e ben accettata da tutti, e se è coerente con gli obiettivi dell’azienda;
  5. verifica dell’apprendimento e delle competenze per accertarsi del passaggio corretto di conoscenze e competenze;
  6. verifica periodica dell’efficacia dei percorsi svolti per constatare che si operi secondo quanto indicato in formazione.

E una volta arrivati al termine del processo si può ripartire dall’inizio, per individuare nuove esigenze, riprogrammare le attività, mettere a punto quello che è da sistemare.

Il processo di formazione aziendale, rivolto ad una crescita costante delle figure e delle competenze, è, quindi, sempre in divenire, nel tempo si troverà sempre qualche casella del cubo fuori posto e da sistemare.

Per QUEC la formazione è proprio questo: accompagnare l’azienda in un percorso di crescita continua, che punti a raggiungere gli obiettivi e ad individuarne di nuovi.

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