Impianto di videosorveglianza: sei in regola con il GDPR?

impianto di videosorveglianza

L’installazione di sistemi di rilevazione delle immagini deve avvenire nel rispetto, oltre che della disciplina in materia di protezione dei dati personali, anche delle altre disposizioni dell’ordinamento applicabili.

Quali sono le regole da rispettare per installare un impianto di videosorveglianza?

Sicuramente le vigenti norme dell’ordinamento civile e penale in materia di interferenze illecite nella vita privata, o in materia di controllo a distanza dei lavoratori.
Va sottolineato, in particolare, che l’attività di videosorveglianza deve essere effettuata nel rispetto del cosiddetto “principio di minimizzazione dei dati” riguardo alla scelta delle modalità di ripresa e dislocazione e alla gestione delle varie fasi del trattamento. I dati trattati devono comunque essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite.

Occorre avere una autorizzazione da parte del Garante per installare le telecamere?

No. Non è prevista alcuna autorizzazione da parte del Garante per installare tali sistemi. Ricordati però di inoltrare la comunicazione della presenza del tuo impianto di videosorveglianza all’Ispettorato del lavoro usando l’apposito modello.

Mettersi in regola è un obbligo. Sono infatti previste sanzioni penali e amministrative rilevanti per chi non è in regola con la legge.
I soggetti interessati all’ottenimento dell’autorizzazione videosorveglianza sono gli esercizi commerciali e i soggetti privati che hanno almeno un dipendente o un socio lavoratore e che intendano installare nei luoghi di lavoro un impianto di videosorveglianza.

È importante sapere che l’inosservanza a queste disposizioni è punibile penalmente oltre che amministrativamente. Si può arrivare fino a 15 giorni di carcere e decine di migliaia di euro di multa.

Le persone che transitano nelle aree videosorvegliate devono essere informate della presenza delle telecamere?

Sì. Gli interessati devono sempre essere informati che stanno per accedere in una zona videosorvegliata, anche in occasione di eventi e spettacoli pubblici.

Quali sono i tempi dell’eventuale conservazione delle immagini registrate?

Le immagini registrate non possono essere conservate più a lungo di quanto necessario per le finalità per le quali sono acquisite. In base al principio di responsabilizzazione spetta al titolare del trattamento individuare i tempi di conservazione delle immagini, tenuto conto del contesto e delle finalità del trattamento, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

Il datore di lavoro pubblico o privato può installare un impianto di videosorveglianza nelle sedi di lavoro?

Sì, esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale, nel rispetto delle altre garanzie previste dalla normativa di settore in materia di installazione di impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo (art. 4 della l. 300/1970).

Ci sono casi di videosorveglianza in cui non si applica la normativa in materia di protezione dati?

Sì. La normativa in materia di protezione dati non si applica al trattamento di dati che non consentono di identificare le persone, direttamente o indirettamente, come nel caso delle riprese ad alta quota (effettuate, ad esempio, mediante l’uso di droni). Non si applica, inoltre, nel caso di fotocamere false o spente perché non c’è nessun trattamento di dati personali (fermo restando che, nel contesto lavorativo, trovano comunque applicazione le garanzie previste dall’art. 4 della l. 300/1970) o nei casi di videocamere integrate in un’automobile per fornire assistenza al parcheggio (se la videocamera è costruita o regolata in modo tale da non raccogliere alcuna informazione relativa a una persona fisica, ad esempio targhe o informazioni che potrebbero identificare i passanti).

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